Beato Frà Serafino da Francofonte

Beato Frà Serafino da Francofonte

FRATI RIFORMATI


I Frati Riformati nacquero come ramo dell’Ordine dei Frati Minori nel 1526, nel contesto delle riforme interne tese a un più rigoroso ritorno all’ideale originario di san Francesco d’Assisi. Essi professavano con particolare radicalità la povertà, la penitenza, la preghiera e la meditazione, dedicandosi al tempo stesso al sostegno dei poveri e degli infermi.

Fu lo stesso San Francesco a volere che i suoi frati si chiamassero minori, per sottolinearne l’umiltà e la vicinanza agli ultimi.

Mentre si scrivevano nella Regola queste parole: Siano minori, appena l’ebbe udite esclamò: “Voglio che questa fraternità sia chiamata Ordine dei Frati Minori.”

Il nome venne ufficializzato nella Regola del 1223 e rimase distintivo dell’Ordine fino all’affermarsi delle prime riforme, che portarono alla nascita di diversi rami: Osservanti, Riformati, Scalzi, Alcantarini e Recoletti.

San Francesco fu anche un innovatore nel vestire. Dopo la conversione si confezionò una veste ruvida, povera e simbolica, con cintura di corda, rinunciando alle calzature. L’abito dei frati divenne così una tunica a forma di croce con cingolo ai fianchi.

Dal 1897, per opera di Papa Leone XIII, le famiglie francescane furono riunificate sotto la denominazione di Ordine dei Frati Minori. L’abito attuale è di colore marrone, simbolo di povertà e umiltà.

BEATO SERAFINO DA FRANCOFONTE

Nacque a Francofonte nel 1541, nella Diocesi di Siracusa. Figlio di Giovanni De Luca e Margarita, ricevette nel battesimo il nome di Francesco.

Rimasto orfano in giovane età, mostrò inizialmente buone disposizioni morali, ma in adolescenza deviò gravemente, conducendo vita violenta e dissoluta. Mosso poi da profonda conversione, abbracciò la vita eremitica sull’altura di Scarpello ubicato a pochi chilometri dalla città di Raddusa (CT) , dove visse in penitenza per dieci anni.

Entrò successivamente tra i Frati Minori Riformati assumendo il nome di Serafino. Condusse vita di estrema ascesi, distinguendosi per contemplazione, penitenza e lotta spirituale.

Morì a Messina nel Convento di Santa Maria di Porto Salvo. Fu onorato come Beato da antichi martirologi, sebbene con errori geografici e cronologici.

In tempi recenti, le sue spoglie mortali sono state rinvenute e solennemente collocate nella Cattedrale di Messina a cura di Monsignor Roberto Romeo.


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Paradiso Serafico di Pietro Tognoletto

Paolo Gallo. Gennaio 2025. © Paolo Gallo. Tutti i diritti riservati.
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Paolo Gallo
Autore e studioso di storia, tradizioni e memoria collettiva di Francofonte.
I contenuti pubblicati si basano su ricerche storiche personali, raccolta di testimonianze orali, fonti d’archivio locali e tradizione popolare siciliana, con finalità di divulgazione culturale e conservazione della memoria storica del territorio.

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